Contributo di Nadine Bloch
In sintesi
I pregiudizi del vostro nemico su di voi sono una debolezza che potete sfruttare a vostro vantaggio.
Un pregiudizio è una scorciatoia mentale che porta una persona a fare supposizioni sugli altri – supposizioni spesso false in modo prevedibile e quindi utile. Sessismo, razzismo, omofobia, età – tutti gli -ismi e gli stereotipi a loro associati – possono essere usati in un modo o nell’altro.
Per esempio:
Sessismo 1: Volete sapere quando quella spedizione di scorie nucleari attraccherà in modo da poter chiudere il porto al momento giusto? Forse una che fa finta di essere una ragazza incinta e sconvolta il cui ragazzo è sulla nave potrebbe fare alcune chiamate e ottenere informazioni.
Sessismo 2: Avete bisogno di distrarre un addetto alla sicurezza per poter portare a termine la vostra azione? Gli attivisti di Washington avevano pianificato di scaricare una tonnellata di conchiglie insanguinate all’ingresso della Shell per ricordare l’anniversario della morte di Ken Saro-Wiwa e fare pressione sulla compagnia affinché si ritirasse da Ogoniland in Nigeria. Una donna giovane e carina che faceva finta di essere una turista smarrita era tutto ciò che serviva per distrarre la guardia e dare abbastanza tempo al camion per posizionarsi, scaricare e andare via.
Discriminazione basata sull’età: Avete bisogno di ottenere informazioni oltre le linee nemiche? Durante la Prima intifada o rivolta in Palestina, 1987-1993, Israele ha tentato di reprimere la resistenza nonviolenta in molti modi, inclusi il taglio delle comunicazioni e la limitazione dei viaggi tra le città palestinesi. Per spargere la voce e coordinare scioperi, boicottaggi e altre azioni, sono stati arruolati giovani per portare tra le città le informazioni imparate a memoria. I soldati israeliani lasciavano passare i bambini, senza immaginare che stavano facendo il vero lavoro di collegare la resistenza.
Razzismo: Avete bisogno di mettere più pressione su un bersaglio da direzioni inaspettate? Saul Alinsky racconta un classico esempio dell’utilizzo del razzismo per vincere a Chicago negli anni ’50: nel corso di una campagna volta a migliorare le misere condizioni di un ghetto nero organizzato, gli organizzatori hanno portato la lotta fuori dai loro quartieri fino al sobborgo bianco in cui viveva il proprietario della baraccopoli. La presenza di uomini e donne di colore fuori dalla sua casa ha portato a una marea di telefonate da parte dei vicini a cui non interessava niente del ghetto e non volevano essere coinvolti altrimenti, ma volevano mantenere il proprio quartiere isolato, e così fecero pressione sul proprietario affinché cedesse.[1]
Classismo: Avete bisogno di trovare un modo per entrare nell’ufficio di un’azienda o partecipare a un evento esclusivo? Molte volte gli attivisti più radicali, capelloni e trasandati si sono rasati, stirati e fatti belli a modo loro per affrontare situazioni che sarebbero state off limits per quelli che hanno uno stile “strappato”. Saprete di essere degli irriducibili quando vi taglierete i capelli, o indosserete i collant, per assicurarvi il successo di un’azione!
- [1] Saul Alinsky, Rules for Radicals (Vintage Books, 1971), 144.
Insidie potenziali
Attenti al semplice rafforzamento degli stereotipi negativi. Cercate di utilizzare gli stereotipi solo nelle situazioni in cui alla fine i bigotti si rendano conto che sono stati i loro stessi pregiudizi a metterli in una situazione compromessa. Inoltre, provate a essere trasparenti all’interno del vostro gruppo di lavoro su quali sono le forze in gioco.
Further Insights
- The Salt of The Earth. Directed by Herbert J. Biberman. 1954.
- Mary Elizabeth King. A Quiet Revolution: The First Palestinian Intifada and Nonviolent Resistance. New York: Nation Books, 2007
Related Tactics
- Invisible theater
- Détournement/Culture jamming
- Direct action
- Creative disruption
- Advanced leafleting
- Strategic nonviolence
Related Principles
- The real action is your target’s reaction
- Know your cultural terrain
- Challenge patriarchy as you organize
- Turn the tables
- Choose your target wisely
- Make the invisible visible
- Lead with sympathetic characters
- Consider your audience
- Reframe
Related Theories
Related Case Studies
- Barbie Liberation Organization
- Public Option Annie
- Justice for Janitors (D.C.)
- Modern-Day Slavery Museum
Related Practitioners
- Greenpeace
- ACT-UP
- Justice for Janitors campaign
- SNCC
Autore
Nadine Bloch è attualmente Training Director di Beautiful Trouble. È un’artista innovativa, praticante nonviolenta, organizzatrice politica, formatrice di azioni dirette e “burattinista”. Il suo lavoro esplora la potente intersezione tra arte e politica; dove la resistenza culturale creativa non è solo un’efficace azione politica, ma anche un modo potente per rivendicare l’agire sulle nostre vite, combattere sistemi oppressivi e investire nelle nostre comunità – il tutto divertendosi più che dall’altra parte! Le sue affiliazioni includono lavori con Greenpeace, Labor Heritage Foundation, Nonviolence International, Ruckus Society, HealthGAP e Housing Works, e Bread & Puppet Theater. Collabora al libro di Beautiful Trouble e We Are Many, Reflections on Movement Strategy from Occupation to Liberation (2012, AK Press). Controllate la sua rubrica mensile su WagingNonviolence, “The Arts of Protest”.
