Il cambiamento climatico è iniziato e sta accelerando. E minaccia di distruggere l’unico ecosistema compatibile con la vita umana. Come prevenire il disastro?
La transizione energetica è vitale! Va fatta qui e ora per rispondere all’interesse generale umano contro il cambiamento climatico. Questo grande cambiamento deve modificare tutti i compartimenti della nostra società attraverso la pianificazione ecologica.
Sappiamo che questo richiede massicci investimenti, abbondante manodopera qualificata e ben pagata. Ma l’esigenza ecologica non può essere ridotta a proclami ed a misure che consentono di salvare il sistema. La finanza non vuole: essa predilige grandi rese speculative. La definanziarizzazione dell’economia è una condizione essenziale della transizione ecologica.
Jean-Luc Mélenchon
38 La transizione ecologica, questione centrale
Per i sostenitori del sistema, l’ecologia è una questione separata. Invece è tutto il contrario. L’emergenza ecologica è una questione fondamentale. E ‘ a partire dalle esigenze ecologiche che si deve ripensare tutta la politica della Nazione. Per questo, la preoccupazione ambientale deve essere inserita al vertice della gerarchia delle norme e delle attività dello Stato. I tempi dell’ecosistema sono a lungo termine. I tempi della finanza sono invece a breve termine ed il produttivismo saccheggia ogni cosa. La riconquista del tempo è il requisito principale. E’ l’obiettivo della pianificazione ecologica: mettere in coerenza nel tempo e nello spazio le misure necessarie per far biforcare il modello di produzione, consumo e commercio.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Costituzionalizzare la regola verde: non prendere nella natura più di quanto si possa ricostituire nè produrre più di quanto possa sopportare
- Adottare una legge quadro che stabilisca una pianificazione ambientale, democratica e articolata a livello nazionale e locale
- Creare una funzione di delegati dipartimentali all’ecologia incaricati di avvertire dei malfunzionamenti, sul modello dei delegati dipartimentali della pubblica educazione
39 100% di energia rinnovabile entro il 2050
I cambiamenti climatici ci impongono di uscire dai sistemi di produzione energetica che emettono gas serra. Neppure l’energia nucleare è una soluzione per il futuro. Essa non da nessuna risposta a queste domande: non dà l’indipendenza degli approvvigionamenti o la sicurezza degli impianti o la gestione dei rifiuti o i costi finanziari. È quindi bisogna uscire da entrambe. Questo è un eccitante orizzonte tecnico ed umano. Diversi studi (Negawatt, ADEME …) hanno dimostrato che questo è possibile entro il 2050. Non manca che la volontà politica. Noi l’abbiamo.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Adottare un piano di transizione di energia con un doppio asse sobrietà/ efficienza energetica e transizione verso l’energia rinnovabile
- Sviluppare tutte le energie rinnovabili
- Uscire dalla produzione di energia da carbone a cominciare dalla cessazione delle sovvenzioni ai combustibili fossili e ogni esplorazione di gas, petrolio da scisto e carbone
- Fermare la privatizzazione delle dighe idroelettriche
- Uscire dal nucleare
- Fermare immediatamente la centrale di Fessenheim garantendo lavoro per i dipendenti e la loro formazione in un sito pilota di smantellamento
- Interrompere il processo di di prolungare la vita delle centrali nucleari oltre quarant’anni
- Abbandonare i progetti EPR (Flamanville e Hinkley Point) e di seppellimento dei rifiuti nucleari a Bure
- Rendere pubblici i dati sulla sepoltura di rifiuti nucleari dopo sessant’anni e conoscere i rischi per la salute dimostrati e/o potenziali
- Creare un polo pubblico di energia per perseguire una politica coerente di rinazionalizzazione di EDF e Engie (ex GDF) in connessione con cooperative locali di produzione e consumo di energia rinnovabile e la promozione di auto-produzione e condivisione di eccedenze
- Eliminare la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e abrogare la legge NOME
40 Piano di rinnovamento verde di tutti gli edifici
L’edificio è uno dei principali emettitori di gas serra. Le abitazioni che sono un colabrodo da un punto di vista termico sono ancora molte, penalizzando finanziariamente coloro che le occupano (proprietari e affittuari). I dispositivi esistenti non sono abbastanza efficaci: troppo dispersi, troppo dipendenti dall’azione di singoli proprietari. Un vero e proprio piano deve essere messo in atto per cambiare scala di ampiezza e di risultati.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Garantire l’isolamento di almeno 700.000 case all’anno
- Rafforzare i programmi locali di rilevamento dei colabrodo energetici, con maggiori risorse umane e finanziarie
- Mettere fine a situazioni di precarietà energetica per gli abitanti
- Formare, etichettare e coordinare i professionisti del rinnovamento energetico al fine di imporre un obbligo di risultati
- Creare uno sportello unico che riunisce le richieste di finanziamento, valutazione dei bisogni, coordinamento di professionisti necessari per organizzare il rinnovamento da parte dei singoli proprietari
41 Sviluppare il trasporto pubblico verde e ripensare la mobilità individuale
Insieme agli edifici, il trasporto è un altro grande emettitore di gas serra. E non si fa nulla per migliorarlo. I governi precedenti hanno abbandonatoil settore ferroviario a favore di quello stradale (autocarri, autobus Macron …). La liberalizzazione generale (ferrovia, porto …) impedisce una politica decisa dando libero sfogo al mercato.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni
- Sviluppare il trasporto ferroviario
- Adottare un piano di sviluppo ferroviario ed intermodale e trasferire il traffico per ridurre il trasporto merci su strada
- Eliminare la messa a gara del trasporto ferroviario: bloccare l’apertura alla concorrenza dei TER entro il 2023 e dei treni- notte, mettere in discussione la liberalizzazione del trasporto merci e viaggiatori grandi linee
- Eliminare la legge Macron e l’autorizzazione al cabotaggio in autobus: i servizi di autobus dovrebbero essere consentiti soltanto quando non ci sono le linee TER e non in concorrenza con loro
- Sviluppare il cabotaggio marittimo tra i porti francesi e il trasporto fluviale
- Rinazionalizzare le autostrade
- Ripensare la mobilità personale
- Far partire l’uscita dai motori diesel, eliminando il vantaggio fiscale per le flotte aziendali
- Sviluppare l’uso condiviso dell’automobile (car-sharing, carpooling distanze brevi e lunghe) e la mobilità dolce (bicicletta, ecc)
- Sviluppare veicoli elettrici per le flotte
42 Penalizzare il trasporto a lunga distanza per delocalizzare la produzione
Siamo nel regno dello spreco permanente dei beni. Le catene di produzione e siti di consumo sono sempre più distanti. Per trasferire la produzione vicino ai consumatori, il protezionismo solidale deve essere accompagnato da una politica che penalizza il trasporto a lunga distanza, in particolare quello stradale.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Introdurre una carbon tax sul trasporto merci
- Stabilire una tassa chilometrica alle frontiere con la Francia per integrare i costi ambientali nei prodotti, che dipendono dalla distanza percorsa per trasportare i prodotti importati
- Favorire sistematicamente circuiti corti e prodotti locali in materia di appalti pubblici (cibo, forniture, etc.) e renderli obbligatori per le mense scolastiche
43 Consumare diversamente
Il sistema oggi è assurdo: priva le persone di acqua che non possono pagare e non ne penalizza l’uso improprio. Cambiamo la logica, imponendo la gratuità del quantitativo necessario ad una vita degna e sanzionando lo spreco. Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Introdurre una tariffazione progressiva di acqua ed energia compresiva della gratuità necessaria per una vita dignitosa e della penalizzazione dell’uso improprio e degli sprechi
- Sostenere la creazione di un diretto collegamento tra cooperative di consumatori e produttori
- Imporre l’obiettivo di una alimentazione biologica al 100% locale nella ristorazione
- Ridurre nella dieta la quota di proteine da carne a beneficio di proteine vegetali
44 Una Francia “Rifiuti Zero”
Un terzo del cibo prodotto viene gettato mentre tante persone non riescono a mangiare correttamente. Nel mare si è formato un nuovo continente fatto di rifiuti di plastica galleggiante! I rifiuti monouso e SER devono sparire. Diverse città nei mondo sono impegnati negli sforzi per eliminare gli sprechi. La Francia può dare il buon esempio.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Combattere l’obsolescenza programmata dei beni di consumo attraverso l’allungamento della durata delle garanzie legali sui prodotti
- Lotta contro l’eccesso di imballaggi, della produzione di rifiuti (compresi i prodotti alimentari) ed in particolare degli usa-e-getta
- Obbligare al riciclaggio, compostaggio o incenerimento con recupero di energia per tutti i rifiuti prodotti, generalizzando la presenza di istruzioni nei negozi
- Sostenere tutte le iniziative basate sul riutilizzo dei materiali (centri di riciclo e riuso …) e sviluppare corsi scolastici e universitari professionali nel settore
45 Salvare l’ecosistema e la biodiversità
L’attività umana sta portando ad una sesta maggiore estinzione delle specie. La biodiversità è caduta sotto i colpi dei cambiamenti climatici, l’inquinamento, il bracconaggio, ecc La lotta per la conservazione della biodiversità richiede ovviamente un’azione internazionale vigorosa contro queste cause. Ma richiede anche azioni nazionali e locali. In breve, tutti devono imparare a proteggere la natura e la biodiversità.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Rifiutare la brevettabilità della vita a tutti i livelli, lottare contro la biopirateria
- Rifiutare gli OGM , vietare i pesticidi nocivi, a partire da un divieto immediato di quelli pericolosi (glifosato, neonicotinoidi, etc.)
- Operare per una gestione sostenibile dell’acqua, un bene essenziale comune a tutta la vita: lanciare programmi disinquinamento dei fiumi e degli oceani, promuovere la costituzione di proprietà pubblica dell’acqua a livello locale per una gestione democratica
- Trasformare in santuari ecologici i terreni agricoli e naturali e lottare contro il suolo artificiale
- Generalizzare lo sviluppo di fattorie didattiche per la consapevolezza della sfida ecologica e di risveglio alla Natura
- Sradicare il maltrattamento di animali
46 Per un’agricoltura ecologica e contadina
L’agribusiness ha distrutto tutto: l’ecosistema, la salute dei consumatori e gli agricoltori. I mali sono noti: pesticidi chimici, gigantismo agricolo, ultra-specializzazione e sottomissione al libero mercato. In definitiva, questo sistema mina la nostra capacità di nutrire l’umanità. È possibile fare altrimenti: produrre di più per nutrire meglio!
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Avviare la riforma agraria per facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori, limitando la concentrazione della terra e la gara ad espandersi e creare 300.000 posti di lavoro agricoli con prezzi remunerativi e una revisione della PAC
- Arrestare gli allevamenti industriali di animali
- Sviluppare l’agricoltura biologica, mettere fuorilegge pesticidi chimici, stabilire un’agricoltura diversificata ed ecologica (attività mista, etc.) e promuovere la piantumazione di alberi da frutto in spazi pubblici
- Incoraggiare circuiti corti, vendita diretta, trasformazione in loco e bloccare i margini della grande distribuzione con un coefficiente moltiplicatore limitato per assicurare prezzi remunerativi per i produttori e proibire le vendite in perdita per gli agricoltori
47 Organizzare e gestire il territorio per la democrazia ed i servizi pubblici
Alcune città sono collegate tra loro dal TGV e troppo male con il resto del paese. Questa è la linea applicata in materia di uso del suolo per anni. Valutazione: aree rurali e piccole città abbandonate, metropoli esplose con ghetti per ricchi e quartieri poveri. Mettiamo in ordine in modo giusto l’organizzazione del paese.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Smettere di fare grandi progetti inutili, come l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes
- Invertire la logica delle città e mega-regioni, la concorrenza tra territori
- Smettere con l’espansione urbana, favorendo la riconciliazione tra bacini di vita e bacini di lavoro
- Difendere e ricostruire la rete di trasporto comune ed i servizi pubblici in tutto il paese, nei dipartimenti rurali e nei quartieri
48 Sfruttare in modo sostenibile le foreste francesi
La Francia ha una delle più grandi foreste in Europa. Ma importiamo ogni anno legno per costruire mobili o case! Peggio ancora, la foresta francese è in fase di abbandono alla finanza. Questo gioiello merita un’altra politica, ecologicamente sostenibile e utile per costruire una filiera creativa del legno creatrice di posti di lavoro locali.
Noi proponiamo di svolgere le seguenti azioni:
- Opporsi alla mercificazione della foresta francese, rifiutare la privatizzazione della foresta pubblica e garantire i mezzi all’Ufficio nazionale delle Foreste
- Sviluppare l’industria del legno francese per consentire uno sfruttamento sostenibile ad un ritmo rispettoso delle foreste e della biodiversità, per soddisfare le esigenze (riscaldamento, mobili, costruzione, ecc) e creatrice di posti di lavoro locali
- Sostenere per gli appalti pubblici lo sviluppo di edifici in legno preso dalle foreste francesi
