Contributo di Federico Hewson
Quando: fine anni ’80 e primi anni ’90
Dove: Londra, Regno Unito
Negli anni ’80, nel Regno Unito migliaia di uomini sono stati perseguiti per comportamento gay consensuale, mostrando un grado di discriminazione istituzionalizzata da parte di polizia e sistema giudiziario più alto che in qualsiasi altro paese della Comunità Europea del tempo. Nel 1989, il numero di condanne per “gross indecency”, ovvero grave oltraggio al pudore, un reato in concorso di persone e per cui venivano condannate solo persone gay, fu quasi quattro volte più alto che nel 1966, anno precedente alla decriminalizzazione dell’omosessualità maschile. Vite e carriere vennero distrutte per un semplice flirt o un occhiolino. Migliaia di crimini più gravi e violenti (incluse le aggressioni ai gay) non venivano indagati, mentre le risorse della polizia venivano impiegate nell’installazione nei parchi pubblici di cabine di spionaggio dotate di telecamere a infrarossi, di “nascondigli” (rifugi mimetizzati) e nel posizionamento della “pretty police”, agenti che fingevano di essere gay nei bagni pubblici per indurre in reato uomini che cercavano partner. In questa atmosfera, i gay formarono il gruppo di pressione Stonewall e il gruppo OutRage!, focalizzato sull’azione diretta.
OutRage! lanciò un’ondata di proteste veloci e di tipo guerrigliero: invasioni di stazioni di polizia, fotografie alla “pretty police” sotto copertura, affissione di avvisi per bloccare sul nascere le operazioni di istigazione al reato, distruzione delle telecamere nascoste e disturbo delle apparizioni pubbliche del capo della Metropolitan Police. Il gruppo rese pubblico il costo, stimato in 13 milioni di sterline, delle iniziative anti-gay della polizia e dei conseguenti procedimenti giudiziari e arresti, mentre crimini più gravi non venivano perseguiti (vedi PRINCIPI: Fai il lavoro dei mezzi di comunicazione al posto loro). Il gruppo rappresentò la polizia come crudele e ossessionata dal sesso, con un senso delle priorità completamente illogico.
OutRage! ha organizzato un “wink-in” per protestare contro le leggi che vietavano agli uomini di ammiccare, incontrarsi e scambiare numeri. I manifestanti hanno tenuto alti degli occhi montati su meccanismi che permettevano loro di ammiccare. I partecipanti si sono scambiati biglietti da visita giganti, con nomi e numeri di telefono. I numeri di telefono erano in realtà quelli di Buckingham Palace e 10 Downing Street, la residenza del Primo Ministro.
Dopo tre mesi dall’inizio della campagna di OutRage!, la polizia intavolò i primi veri negoziati con i gruppi delle comunità gay. “Ci vestivamo elegante di proposito, spesso con la cravatta, per confondere le idee su che aspetto dovesse avere un attivista gay”, ricorda Peter Tatchell, uno dei principali attivisti di OutRage!, in un’intervista con il giornale UK Independent. “Pensavamo che ci sarebbero voluti anni, invece la polizia accettò gran parte delle nostre richieste nel giro di 12 mesi. Avemmo la sensazione che quello che stavamo facendo aveva un effetto positivo tangibile.” Nel giro di un anno la polizia accettò cinque dellerichieste fondamentali di OutRage! per una politica di controlli della polizia non omofoba. Nel giro di tre anni, il numero di uomini condannati per grave oltraggio al pudore scese di due terzi, salvando migliaia di uomini gay dall’essere arrestati e dal ritrovarsi con precedenti penali.
Tatchell ha raccontato a Beautiful Trouble che “la polizia ci umiliava. Persero la battaglia con il pubblico, che insieme alla stampa si rivoltò contro di loro, e quindi accettarono di trattare con noi. Pensavano di poterci raggirare e fregare, ma noi abbiamo risposto con delle proposte concrete e pragmatiche per la creazione di una politica di controlli non omofoba.”
Perché ha funzionato
La protesta pubblica ha risvegliato la coscienza della società creando così pressione pubblica. La Metropolitan Police fu obbligata a negoziare a causa della pubblicità negativa sulla stampa e di un’immagine pubblica in declino, oltre che a causa della consapevolezza crescente che le risorse della polizia venivano sprecate per perseguitare uomini che flirtavano e compievano atti sessuali senza alcuna vittima, e per osservarli senza il loro consenso con telecamere nascoste. La nuova consapevolezza pubblica delle discriminazioni diede slancio alle battaglie per i diritti civili dei gay. L’organizzazione di proteste teatrali e provocatorie rappresentò un grande aiuto per il morale di molti nella comunità queer. Invece di considerarsi vittime passive dei pregiudizi, molti vennero ispirati ad aspettarsi nulla di meno della totale accettazione e di tutti i diritti da cittadino, oltre che di essere protetti dalla legge, non perseguitati da quest’ultima.
La strategia chiave in azione
Violando in modo pubblico, deliberato e teatrale una legge antiquata che risaliva al XIX secolo e considerava reato che un uomo “adescasse o importunasse” con insistenza in un luogo pubblico per “scopi immorali”, OutRage! attirò l’attenzione della società e costrinse le autorità in un dilemma decisionale: dovevano far rispettare la legge, dimostrando perciò quanto fosse assurda, o dovevano farsi da parte, incoraggiando chi spingeva per l’abrogazione (vedi PRINCIPIO: fai finire il tuo obiettivo in un dilemma decisionale). Farsi beffe e infrangere una legge del genere nelle strade di Londra fece guadagnare a OutRage! molti nuovi sostenitori e partecipanti alle loro iniziative divertenti, che includevano un “kiss-in” pubblico a Piccadilly Circus e “matrimoni queer” a Trafalgar Square. Prendendo di mira delle leggi antiquate sul comportamento in strada a Londra in modo vistoso e chiaro OutRage! ha permesso di rendere visibile l’invisibile (vedi PRINCIPIO).
Il principio chiave in azione
Nella sua intervista con l’Independent, Tatchell dichiarò: “Con la polizia eravamo sorridenti ed esageratamente educati di proposito. Andavamo a stringergli la mano. Questa cosa li ha mandati totalmente in confusione.” A Beautiful Trouble ha raccontato: “Di recente ho tenuto una conferenza alla sede centrale della polizia e gli agenti più vecchi sono venuti a dirmi ‘Ce le ricordiamo bene quelle proteste. Pensavamo che fossero molto divertenti.’ Questo era parte del motivo per cui la polizia con noi non era così dura. Ci presentavamo bene, in modo professionale, in giacca e cravatta (vedi PRINCIPIO: non vestirti come un manifestante). Eravamo molto amichevoli e il nostro senso dell’umorismo ha fatto sì che per loro fosse difficile odiarci.”
Adotta il principio del piacere
Il brivido di partecipare a una manifestazione è parte del motivo che ci spinge a farlo – Peter Tatchell
Le manifestazioni sono eccitanti e divertenti. Niente batte la scarica di adrenalina che ti invade quando stai lottando con tutto te stesso per qualcosa in cui credi e sei circondato da persone che si sentono allo stesso modo. Preparare cartelli, outfit e slogan sono tutte attività che uniscono, oltre a essere molto piacevoli. Spettacoli teatrali che coinvolgono gli spettatori, marionette, musica e poesia sono tutti strumenti del mestiere, e un cartello con uno slogan spiritoso e intelligente può diventare virale. Anche se il nemico non si unirà a voi per un coro di “siamo persone, arrabbiate ma gentili”, c’è decisamente qualcosa di contagioso in un incontro di individui che la pensano allo stesso modo e che possono trasformare una manifestazione in una festa a cui tutti vogliono partecipare. Quindi, che vi sentiate in superiorità morale o semplicemente dalla parte giusta della storia, ricordatevi il piacere di essere riconosciuti per quello che fate e lasciatevi guidare da creatività e gioia per raggiungere i vostri obiettivi a lungo termine. Per citare l’opinione comunemente attribuita a Emma Goldman, “una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare”.
La prima fase del Five Stage Revolutionary Movement Framework (Teoria del movimento rivoluzionario in cinque fasi) di George Lakey è la preparazione culturale. Secondo Lakey, il “compito principale di ogni movimento rivoluzionario è creare una visione di ciò che gli attivisti vogliono al posto dello status quo.” Lakey offre esempi di attivisti che si sono trovati impreparati di fronte a un successo improvviso e con opportunità non realizzate a causa di una mancanza di preparazione riguardo alla loro visione. Con OutRage !, Tatchell e i suoi colleghi hanno stabilito in modo chiaro cosa volevano ottenere dalla polizia. Impegnatevi a ottenere il risultato che desiderate. Essere consapevoli di che aspetto avrà la vittoria in concreto e definirla con termini precisi vi aiuterà a prepararvi al meglio per farla accadere.
Teoria chiave in uso
La verità non si rivela solo perché è la verità: deve essere raccontata, e bene. Secondo Tatchell, OutRage! era sempre alla ricerca di metodi nuovi e originali per sfidare le ingiustizie dello status quo. OutRage! (come il suo cugino americano e la sua controparte Queer Nation) utilizzò lo spettacolo partecipativo per rendere visibile la minoranza queer. Tatchell spiega la sua strategia nell’articolo “The Art of Activism”: “Ciò che i critici hanno liquidato come “operazioni mediatiche” sono in realtà parte di una strategia ben progettata per inserire nella coscienza della società quanto la società omofoba ha sempre cercato di sopprimere e tenere nascosto. Aiutando a inserire questioni queer nell’ordine del giorno di tutti, OutRage! fa breccia nelle menti aperte… Le persone queer sono ovunque e, soprattutto, hanno il diritto di esserlo senza doversi scusare.”
Related Tactics
Related Principles
- Put your target in a decision dilemma
- Make the invisible visible
- Don’t dress like a protester
- Do the media’s work for them
Related Theories
Related Practitioners
- Outrage!
- Stonewall
Autore
Federico Hewson è stato un attivista, attore, performance artist, ballerino, formatore e imprenditore sociale. Non sa bene a cosa lo porterà, ma al momento sta seguendo una laurea magistrale in Art Education con specializzazione in attivismo alla New York University. È contento di vivere in un’epoca in cui gli omosessuali possono uscire dall’ombra e dare un contributo visibile e riconosciuto alla società.
Immagine
Peter Tatchell (left) with demonstrators at a “wink-in” protest at Piccadilly Circus, London, 1992. Photo by Stephen Mayes. Copyright: Peter Tatchell.
